Alighiero Boetti

Alighiero Boetti è stato una delle figure più creative e influenti dell'arte italiana del dopoguerra. La sua pratica concettuale ha esplorato i temi dell'ordine e del disordine, della paternità artistica, del linguaggio, della geografia e del tempo, dando vita a opere frutto di una combinazione tra strutture rigorose e casualità.

Nato a Torino nel 1940, Boetti emerse insieme a una generazione di artisti che sfidavano le convenzioni della produzione artistica tradizionale. Alla fine degli anni '60, l'artista entrò a far parte del movimento dell'Arte Povera, che abbracciava processi non convenzionali e materiali di uso quotidiano in opposizione al sistema commercializzato delle gallerie d'arte contemporanee. Questo approccio è esemplificato da Colonna (1968), una scultura realizzata con una pila di centrini di carta. L'opera è stata venduta da Christie's per 2,4 milioni di sterline nel 2014, raggiungendo quello che all'epoca era il prezzo record mondiale per l'artista in un'asta.

Tuttavia, all'inizio degli anni '70, Boetti aveva preso le distanze dall'etichetta di Arte Povera. Dopo essersi trasferito a Roma nel 1972, si affermò come uno dei principali artisti concettuali e adottò il nome «Alighiero e Boetti» per riflettere il suo interesse per la dualità e la molteplicità del sé. L'artista una volta disse: «Mentre un nome è unico, un cognome è già una categoria, un mezzo di classificazione…». Questa idea di duplicazione divenne centrale nella sua pratica artistica, in cui gli opposti — ordine e caos, artista e artigiano, Oriente e Occidente — coesistono in un equilibrio dinamico.

A partire dal 1971, Boetti compì numerosi viaggi in Afghanistan, dove concepì le sue celebri «Mappe» (1971–1994) — mappe del mondo ricamate in cui ogni paese è raffigurato con i colori della propria bandiera nazionale. Realizzate da ricamatrici afghane e costantemente aggiornate per riflettere i cambiamenti geopolitici, queste opere sono al tempo stesso testimonianze storiche e riflessioni poetiche sull'instabilità dell'identità politica. La collaborazione, la ripetizione e l'accumulo del tempo caratterizzano anche le sue opere testuali ricamate note come Arazzi, insieme alla serie Biro. Nel corso della sua carriera, Boetti ha esposto alla Biennale di Venezia, al Museum of Contemporary Art di Los Angeles e alla Whitechapel Art Gallery di Londra. È morto nel 1994, all'età di 53 anni.


ALIGHIERO BOETTI (1940-1994)

Da uno a dieci (portoghese)

ALIGHIERO BOETTI (1940-1994)

Normale e anormale (Normal and abnormal)

ALIGHIERO BOETTI (1940-1994)

Attirare l'attenzione (Attract attention)

ALIGHIERO BOETTI (1940-1994)

Oggi è il decimo giorno del sesto mese dell'anno millenovecentottantotto accanto al Pantheon (Today is the tenth day of the sixth month of the year nineteen eighty-eight, next to the Pantheon)

ALIGHIERO BOETTI (1940-1994)

Ammazzare il tempo

Alighiero Boetti (1940-1994)

Colonna (Column)

Alighiero Boetti (1940-1994)

Addizione Addition

Alighiero Boetti (1940-1994)

Rosso Gilera 60 1232 - Rosso Guzzi 60 1305

Alighiero Boetti (1940-1994)

Sottrazione Subtraction

Alighiero Boetti (1940-1994)

I sei sensi The Six Senses

ALIGHIERO BOETTI (1940-1994)

Mettere al mondo il mondo (Bringing the world into the world)

Alighiero Boetti (1940-1994)

Mappa del mondo - L'insensata corsa della vita (Map of the World - The nonsensical course of Life)

Alighiero Boetti (1940-1994)

Ammazzare il tempo

Alighiero Boetti (1940-1994)

Rosso Gilera 60 1232 Rosso Guzzi 60 1305

ALIGHIERO BOETTI (1940-1994)

(i) Rosso Gilera 60 1232 (ii) Beige Sabbia 583

Alighiero Boetti (1940-1994)

I mille fiumi più lunghi del mondo (The Thousand Longest Rivers in the World)